Belle spiagge per gli amanti del mare, sentieri con viste mozzafiato per gli appassionati del trekking: ce n’è per tutti. A che serve fare chilometri e lunghe ore di viaggio se abiti in Liguria?
È vero, sono di parte. Sono nata nella mia amata Toscana, ma la prima casa è proprio la regione del pesto, della focaccia, delle bandiere blu e dei monti alle loro spalle. Questa volta vi racconto di un cammino che forse non tutti conoscono tra Manarola e Corniglia, due delle splendide Cinque Terre.
Parto una domenica mattina col mio ragazzo per una giornata alla scoperta di uno dei luoghi più belli del Levante genovese. Il piano originario era di arrivare a Riomaggiore in treno e di proseguire verso Monterosso a piedi, cercando di raggiungere più località possibili. Che utopia. Dopo una visita al centro cittadino e dopo aver scattato qualche bella foto, andiamo verso la cosiddetta “Via dell’amore”, frequentatissima e ridosso della costa. Chiusa per frana. Un po’ delusi, proviamo a chiedere informazioni in stazione e ci informano della presenza di un altro “sentiero”, che in realtà scopriamo essere semplicemente la strada statale.

Optiamo quindi di spendere altri quattro euro per il biglietto del 5 Terre Express (il costo è uguale se fate una o tutte le fermate da Levanto a La Spezia, quindi valutate) fino alla città seguente, Manarola. Da lì, avremo sicuramente proseguito a piedi fino a Monterosso…
La nostra speranza svanisce quando anche il “Sentiero azzurro” è chiuso e non sarà percorribile, si dice, fino al 2019. Allarmati dal lento sgretolamento del nostro programma ci affidiamo a Internet. Cerchiamo un altro percorso per poter arrivare a Corniglia, la “terra di mezzo”. Tranquilli, c’è: si tratta del sentiero 506, che poi si unisce al 586 e al 587. Percorrendo la lunga salita della via principale della città, giunti alla chiesa romanica di San Lorenzo, seguite le indicazioni col numero del sentiero (anche segnalato con la scritta “Panoramico Volastra”), identificato con una striscia bianca e una rossa. È un sentiero molto meno turistico, non da esperti ma comunque molto trekking. Per chi, come me, non è abituato (usiamo questa scusa per nascondere uno spirito poco atletico) può fare un po’ di fatica, ma il massimo che può succedere è allungare un po’ il viaggio. Ma il gioco vale la candela, fidatevi.

La prima metà del viaggio (circa un’ora/un’ora e mezza) è praticamente tutta in salita e alti gradini in pietra. Questo perché Corniglia si trova in posizione sopraelevata rispetto al mare: invece di percorrerla dal basso per poi alzarsi con i 377 scalini della “Lardarina”, il sentiero, che supera i 600 mt di altitudine, ci arriva dall’alto per poi scendere. Ma sono sicura che la mia fatica verrà ricompensata. Poco dopo, infatti, i primi risultati: tra antichi e giovani vigneti e terrazzamenti in pietra, si erigono le famose case color pastello che spiccano in modo unico nel verde della vegetazione che le circonda. Sposti di qualche centimetro lo sguardo e una distesa di mare limpido e apparentemente infinito completa il quadro. I colori, ragazzi, guardate i colori.
♦ Durante la salita, un gentile agricoltore mette a disposizione bevande zuccherate per recuperare la stanchezza, offerta libera. Nelle belle giornate, il sole e il caldo potrebbero essere i tuoi peggiori nemici.
Proseguiamo nel viottolo in sterrato fino a Volastra, un micro paesino nel bosco dove ci si può riposare un po’ all’ombra. Noi abbiamo fretta e decidiamo di non fermarci, abbiamo già sprecato troppo tempo nell’attesa dei vari treni e in strade chiuse. Al termine della parte in salita, troverete anche una fontanella per rifornirvi d’acqua. Oltrepassiamo qualche abitazione in pietra e rimbocchiamo il sentiero. Da lì in poi comincerà la discesa, immersa nella macchia mediterranea e quindi protetti dal sole. Questo è il sentiero 586 che porta a Corniglia, meno panoramico ma che in meno di un’ora vi porterà nella terza delle Cinque Terre.
Abbiamo la possibilità di proseguire direttamente per Vernazza con il sentiero 587 (il Sentiero Azzurro qua è accessibile ma a pagamento), però è tardi e siamo stanchi. Decidiamo di utilizzare le ultime tre ore a disposizione a vegetare in spiaggia a Corniglia (lo so, ho detto che è sopra il livello del mare, ma ovviamente le baie ci sono anche qui). Troviamo un’indicazione un po’ sbiadita, in meno di dieci minuti scendiamo in una galleria: dall’arco, solo il mare.

Termina così questa giornata di trekking un po’ improvvisata. In sintesi vi consiglio questo sentiero meno “trafficato” con la raccomandazione di tenerlo da subito in considerazione come unico passaggio pedonale tra Manarola e Corniglia.
Buona camminata!

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