Sogno o son desto? L’alba di Bagan vissuta dalla mongolfiera

Sorvolare la valle dei templi a bordo di una mongolfiera è un’esperienza unica. Se sto sognando, non svegliatemi!

Bagan è l’ultima tappa del mio viaggio di gruppo in Myanmar. Dopo aver visitato grandi città come Yangon e Mandalay, monasteri di ogni tipo e dopo aver costeggiato decine di villaggi di palafitte (qua trovi l’articolo sul lago Inle), è giunto il momento di toccare con mano la storia antica di questo Paese.

Sveglia alle 4 del mattino, il piccolo autobus precario viene a prenderci proprio davanti all’hotel in perfetto orario. Qualcuno è già a bordo, altri turisti verranno presi dalle strutture circostanti. Non tutti i membri del nostro gruppo hanno deciso di fare il giro in mongolfiera, perciò recuperano i motorini elettrici (da provare!) noleggiati in albergo il giorno prima e si godranno lo spettacolo da uno dei duemila monumenti posti nella valle.

Arriviamo al sito Unesco che è ancora buio. Le mongolfiere, che a stento si vedono, sono ancora a terra. Ma… cosa vedo? In un angolo è stato allestito un piccolo banchetto con caffè, thè, biscotti e latte. Avranno paura di qualche svenimento? Giusto, doppia colazione!

⇒ Sono presenti diverse compagnie che offrono servizi aerostatici a Bagan, tutte organizzate benissimo. Se devo consigliarne una, quella da cui ho prenotato io è stata molto disponibile dal punto di vista informativo e comunicativo. Ecco il link del sito della Balloons over Bagan (quella rossa, per intenderci).

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Poco dopo ci accoglie Christophe, una “guida” belga dall’inglese perfetto, scopriamo dopo essere il nostro pilota. Ci spiega tutte le direttive necessarie per il pre e il post partenza: la mongolfiera può ospitare fino a sedici persone, divise in due sezioni ai fianchi della postazione di comando. Christophe ci chiama uno per uno (la disposizione va in base alla prenotazione, al momento dell’arrivo hanno già la lista con tutti i nominativi). Durante il decollo e l’atterraggio, è obbligatorio rimanere seduti. Più facile a dirsi che a farsi: lo spettacolo è unico e la voglia di affacciarsi è tantissima. Il sole si alza insieme a noi, non ci sono nuvole quindi piano piano il paesaggio si fa più chiaro. Gli oltre duemila monumenti (2217 per la precisione) si scorgono nella foschia mattutina ed ecco la millenaria valle dei templi.

Una paio di cenni storici: nell’XI e nel XII secolo (forse anche prima) oltre tredicimila tra templi, pagode, stupa e altri monumenti religiosi in mattoni o in pietra furono edificati su una superficie di circa 42 mq. La maggior parte venne distrutta dalle varie ondate barbariche, soprattutto dall’invasione mongola. Duemila ancora in piedi, altrettante rovine disseminate nella piana di Bagan.

Sorvoliamo questo maestoso paesaggio per circa un’ora. Un sali e scendi delicato, quasi impercettibile. Fobici dell’altezza e delle vertigini, niente paura: zero senso di vuoto. Nel tragitto, troviamo qualche villaggio animato da animali da allevamento e contadini che lavorano la terra. I bambini, che probabilmente sono abituati al via vai di mongolfiere, ci salutano energicamente e corrono nella nostra direzione. Al nostro arrivo sulla terraferma, un’altra sorpresa. Un piccolo “aperitivo” allestito per i membri di ogni baloon! Non so se fosse un’iniziativa della mia compagnia, ma un bicchierino di prosecco con brioches e frutta a volontà non può che essere apprezzato.

Ne “rubo” qualcuna di nascosto e la porto alle decine di bambini e ragazzini che subito sono accorsi intorno alla nostra piccola area recintata per venderci un braccialetto, un cofanetto di lacca o delle cartoline. Uno di loro, tra i più piccoli, ha in mano dei fogli di carta plastificati con dei disegni infantili. “Li hai fatti tu?” cerco di fargli capire a gesti. Mi annuisce, li compro a un prezzo stra esagerato e gli do un cornetto. Mi sorride e corre via, poi si rigira, alza la brioche e mi saluta. Non smetterò mai di provare amore per il popolo birmano.

Mingalabar, Myanmar!

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L’esperienza del volo in mongolfiera visto dai miei occhi ↓

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