Per le vie di Lisbona rigorosamente in tram

Pochi giorni, molte soddisfazioni. Perdiamoci tra le meraviglie e i sapori della capitale portoghese

La prima sorpresa succede nella metro dell’aeroporto: troviamo una signora che animatamente raggruppa spaesati turisti appena atterrati, si riconoscono dalle grandi valigie e dagli occhi che sfrecciano sui muri in cerca di indicazioni. Tra questi, ci siamo anche io e il mio ragazzo. Ci dice di seguirla, ci porta a prendere l’ascensore. La ritroviamo al piano di sotto che ci aspetta trepidante, ci chiede in che zona dobbiamo andare e ci consiglia quale linea prendere. Sale con noi in metro. Cominciamo a chiederci se pretenda un “contributo” per quella gentilezza (un’altra coppia di italiani si è dileguata ancor prima di prendere l’ascensore, forse per lo stesso pensiero). Arriviamo alla nostra fermata: ci guarda, ci sorride e ci saluta. Scendiamo. Il popolo lusitano, che per adesso è rappresentato da questa umile donna di mezza età, ci fa da subito una meravigliosa impressione.

Dal primo passo nella capitale portoghese, si capisce subito che saranno giorni di divertimento. Comprensibile: arriviamo in tarda serata. Le strade e i locali sono pieni (di lunedì), i prezzi sono relativamente bassi e la gente è disponibile e cordiale, ma forse non occorre ripeterlo. Parlano (quasi) tutti inglese o spagnolo abbastanza fluentemente, perciò la comunicazione è piuttosto semplice anche per chi, come me, si è letto giusto un paio di saluti in portoghese prima di salire in aereo.

Le cose da fare a Lisbona sono veramente tantissime. Posso solo che raccontare i tre giorni passati nella capitale.

Ah, una premessa: noi abbiamo acquistato la Lisboa Card, che oltre a permetterci di usufruire di ogni tipo di mezzo pubblico, ci ha concesso l’entrata gratuita in molte attrazioni e altrettanti sconti, più alcuni salti di code. A seconda del vostro itinerario, può essere un grande risparmio di tempo e denaro.

Day 1

La giornata comincia in Praça do Comércio. È il fulcro della città: da qui si snodano le principali vie di tutta la capitale e la piazza stessa racchiude in sé alcune importanti attrazioni. Dopo aver costeggiato la passeggiata turistica, trovandoci di fronte a piccolissime pseudo-spiaggette affacciate su uno spicchio di oceano, decidiamo di iniziare con il Lisboa Story Center.

Il museo è un viaggio interattivo alla scoperta della storia di Lisbona, dai suoi momenti di gloria alle sue disgrazie. L’esperienza dura circa un’ora, la consiglio a inizio vacanza così si ha un’idea del posto in cui si è e di quello che ha passato. Costo: 7 euro, gratis con Lisboa Card.

Proseguiamo con l’Arco Triunfal che rappresenta l’ingresso monumentale al centro della città, collegando la piazza con Rua Augusta, la grande arteria di shopping e locali.

Creato nel Settecento come celebrazione alla ricostruzione di Lisbona dopo il traumatico terremoto che distrusse la città, l’arco è oggi uno dei punti in cui ammirare tutto il centro dalla sua sommità. Costo: 2,50 euro, gratis con Lisboa Card.

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Oltrepassiamo l’arco e ci troviamo davanti a centinaia di vetrine, tavolini, camerieri e promoter. Ci perdiamo volontariamente nel centro storico finché non capitiamo davanti all’Elevador de Santa Justa, un gioiello dell’era industriale. L’ascensore neo-gotico permetterebbe di godere di una vista unica della città, ma la coda sembra infinita. Col senno del poi, nessun rimpianto: ci sono tanti altri punti in cui ammirare la città dall’alto, fare oltre un’ora di coda è tempo tolto a molto altro. Ma merita una visita almeno dall’esterno.

Costo: 2,80 euro se acquistato in biglietteria, ma essendo un vero e proprio mezzo di trasporto pubblico basterà un biglietto regolare o giornaliero per bus e metro. Gratis con Lisboa Card.

♦ Come arrivare a Praça do Comércio: la fermata della metro è Baixa-Chiado, posta all’incrocio tra la linea verde (direzione Cais do Sodré) e quella azzurra (Santa Apolónia). Molti tram e autobus hanno fermate nella piazza o poco distante.

Come la capitale italiana, anche quella portoghese si erge su sette colli. Sulla cima del più alto, a partire dal V secolo, sorge il potente castello dedicato a San Giorgio.

Dopo l’ampliamento e la costruzione delle mura da parte dei mori (IX secolo), il Castelo de São Jorge raggiunse il suo periodo di splendore dalla metà del XIII secolo all’inizio del XVI, quando divenne la dimora dei re del Portogallo. Costo: 8,50 euro, sconti per studenti e con Lisboa card (gratis per minori di 10 anni).

Il castello oggi è quasi completamente visitabile e offre panorami da cartolina. Splendidi pavoni che sembrano usciti da una fiaba Disney passeggiano indisturbati nel parco, soprattutto nei dintorni della caffetteria (mica scemi). Consiglio di consultare la mappa del castello, disponibile in biglietteria, per visitarne ogni angolo. Il quartiere più vicino è il caratteristico Alfama, da non perdere insieme al vicino Miradouro de Santa Luzia.

Mentre aspettiamo il nostro autobus per scendere nuovamente in centro, ecco comparire di fronte a noi l’acclamatissimo tram 28, quello che vedrete comparire su ogni tipo di souvenir. Ebbene, è davvero figo. Sarebbe un tram come tutti gli altri, anche nel colore, se non fosse per il fatto che taglia completamente la città e che rende visibili tutti i punti clou. Proprio per questo, è possibile prenderlo (ricordate di “chiamarlo” con la mano, altrimenti non vi filerà) in moltissime fermate sparse per il centro.

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La tentazione è troppo forte e lo chiamiamo. Eccitati, saliamo. E subito ci sentiamo come l’altro elemento tipico portoghese: le sardine in scatola.

Il tram rimane comunque il miglior mezzo per visitare Lisbona e per viverla nel modo più autentico possibile. Ma non trovo alcuna differenza tra il 28 e tutti gli altri in circolazione.

♦Come arrivare al Castello: si può prendere l’autobus 737 da Largo  da Madalena (fermata Castelo) o in alternativa il tram 28.

La giornata termina con una buona degustazione di formaggi e salumi locali accompagnati da un ottimo vino in una fantastica enoteca nel quartiere Chiado, il suo nome è By the Wine (4.5* su TripAdvisor e certificato d’eccellenza). Il locale offre, oltre a varie soluzioni di taglieri, anche piatti a base di pesce e carne serviti in composizioni accurate. Dopo la cena, optiamo per un Ginja (l’amaro locale con ciliegie sciroppate nel liquore) a lume di candela seduti sopra piccoli cuscini quadrati posti sulle scale della piazza del bar. Cin Cin!

Day 2

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Il nostro ostello si trova alla fermata della metro Intendente (linea verde), tre fermate prima di Baixa-Chiado. Decidiamo quindi di percorrere a piedi tutta la lunga via dritta in discesa. I palazzi sono una gioia per gli occhi: le tipiche mattonelle portoghesi sono azzurre e bianche, ma si trovano molti palazzi dai toni più diversi. Verde, giallo, arancione. Creano un’atmosfera piacevole e singolare, caratteristica di una tradizione antica. La via è colma di negozi più o meno grandi di gadget con questi motivi. Inoltre, troverete qualsiasi oggetto vi venga in mente realizzato in sughero.

Il Portogallo è infatti tra i primi produttori ed esportatori di quercia da sughero (oltre il 50% della produzione mondiale) e viene utilizzato veramente per qualsiasi oggetto, indumento, decorazione e perfino nell’edilizia, grazie alle sue virtù. Altro che tappi!

Prendiamo un treno a Cais do Sodré e ci dirigiamo verso Cascais, con tappa intermedia obbligatoria a Belém (leggi il tour di un giorno in queste due località). Passiamo quasi tutta la giornata lì.

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Torniamo che è già passata l’ora di cena. Decidiamo che è la serata giusta per visitare il quartiere più underground di Lisbona: siamo all’LX Factory. Il posto è aperto tutto il giorno fino alle due di notte: si tratta di un complesso di edifici reinventati, lo stile è un po’ vintage in un angolo e un po’ industriale nell’altro. Di giorno troviamo mercatini alternativi e vetrine di artigianato moderno. Di notte si fa largo una movida alternativa, e l’atmosfera è illuminata dai neon. La street art è sparsa sulle pareti contornate da sinuose piante rampicanti. Mangio uno dei migliori hamburger che abbia mai provato (con tempura di pollo e salse e formaggi sconosciuti) in un bel locale chiamato Burger Factory (4* su TripAdvisor) e ci fermiamo a bere una Caipirinha in un bar lì vicino.

Torniamo in centro con il nostro fedele tram giallo, per la prima volta mezzo vuoto (per forza, era l’ultimo). Scesi, facciamo incontri ambigui con quelli che ci sembrano degli hamish durante una festa liberatoria (probabilmente per colpa della Caipirinha). Incuriositi, li seguiamo nella speranza di imbucarci nella festa del secolo, ma questo ci porta solo a prendere salite su salite finché non li perdiamo. Tentar non nuoce.

PS: quando tornerete avrete i polpacci allenatissimi.

Day 3

L’ultimo giorno è dedicato a Sintra. Decidiamo di ritornare abbastanza presto, perciò alle cinque prendiamo il treno per tornare a Lisbona perché non si può tornare a casa senza aver visto il Bairro Alto!

Da Praça dos Restauradores (linea azzurra della metro) si prende la mitica funicolare, rigorosamente di colore giallo. Il tragitto è brevissimo, si può tranquillamente fare a piedi, ma è una solita molto ripida. Essendo anche questo un trasporto pubblico a tutti gli effetti si può utilizzare un qualsiasi biglietto per bus. Appena scesi, sulla destra, c’è il miradouro da cui vedere tutta la città.

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Il quartiere è davvero bello come descrivono, i locali sono alla moda e sempre pieni, ma ce ne sono talmente tanti che non farete fatica a trovare un posto a sedere. Perdetevi tra le vie del quartiere della movida notturna.

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Facciamo la solita abbuffata nel locale che ci ispira di più, questa volta un fusion di pollo fritto portoghese e jamaicano: ad attrarci è la sua insegna in un angolo della via. Come avrete capito non siamo amanti del pesce, ma se lo siete il Portogallo è il posto che fa per voi. Comunque, già che ho parlato più dei ristoranti in cui abbiamo mangiato che del resto, vi cito anche l’ultimo lisboeta della vacanza: è il Crispy Mafia (5* su TripAdvisor) e vi sorprenderà con i coni di waffle riempiti con carne deliziosa.

Siamo giunti alla fine di questi pochi giorni in cui ci siamo sentiti portoghesi a tutti gli effetti. Mi sembra chiaro che occorrerebbero almeno un paio di giorni in più per riuscire a scoprire al meglio questa incredibile capitale.  Ma posso affermare con certezza che questo non è un addio, è un arrivederci.

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