Tra mito e realtà: il fascino eterno di Napoli

Diario di un primo viaggio nella città che non segue mappe, ma emozioni

Tutti, almeno una volta, abbiamo detto o sentito pronunciare la celebre frase: “Vedi Napoli e poi muori”. Ma qual è il suo vero significato?

C’è chi ne conosce una versione, chi ne racconta un’altra. Io voglio condividere quella che preferisco, una piccola favola che vive nel cuore dei napoletani più veraci.

Si narra che, tanto tempo fa, vivesse a Napoli una strega potentissima. Era in grado di compiere ogni tipo di incantesimo, e per questo tutti la temevano, credendola una creatura oscura. Ma si sbagliavano. La strega, di nome Raziella, era in realtà una donna dal cuore gentile, che aveva scelto di mettere la propria magia al servizio degli altri.

All’epoca, Napoli era considerata un rifugio per chi soffriva d’amore. I cuori infranti vi giungevano da ogni dove, e la bellezza della città – i suoi colori, il mare, il calore della gente – riusciva per un po’ a lenire il dolore. Ma era solo una tregua: al momento della partenza, i ricordi tornavano a pungere più forti che mai. Molti non riuscivano a sopportare quel peso e si lasciavano lentamente consumare dal dolore.

Raziella, che da giovane aveva perso il suo grande amore, riconosceva quella sofferenza. Per questo aveva dedicato la sua vita alla magia, con l’unico scopo di alleviare il tormento di quelle anime ferite. Un giorno, creò un filtro magico: un intruglio rosso come il sangue, simile a un vino profumato e inebriante, capace di cancellare i ricordi più dolorosi. Ne offriva un calice a ogni viaggiatore prima che lasciasse la città. E, come per incanto, i ricordi svanivano. Era come morire… ma per rinascere.

Questa dolce e appassionata storia mi sembra l’inizio perfetto per introdurvi il mio weekend a Napoli, anzi: la mia prima volta a Napoli. E posso dirlo senza esagerare: è stato amore a prima vista.

Questa volta non propongo un vero e proprio itinerario. A Napoli gli itinerari non esistono. È una città che si vive, che ti trascina, che ti sorprende in ogni momento. Puoi pianificare tutto nei minimi dettagli, ma qualcosa – sempre – ti farà cambiare strada e perdere tempo: un incontro, una canzone, un vicolo che ti chiama. E quando dico “perdere tempo” intendo: essere prese a ballare nei Quartieri Spagnoli da allegri sconosciuti; ritrovarsi senza saperlo in un concerto in Piazza del Plebiscito (come è successo a me, e non un concerto qualunque: quello di Gigi D’Alessio!); oppure trovarsi per caso in una terrazza con una vista mozzafiato sul golfo. Magari fermarsi a chiacchierare con un signore anziano che ti racconta storie incredibili, come se ti conoscesse da sempre, e farsi consigliare la migliore osteria napoletana (lo era davvero). E poi, inconsapevolmente, ti ritrovi sempre a seguire i suoni: tamburi, motorini, risate, clacson, mandolini, voci che si rincorrono tra i vicoli. Un caos meraviglioso, che a Napoli è musica.

Ti lascio qua sotto una serie di cose che secondo me sono da non perdere (= quelle che sono riuscita a fare in due giorni e mezzo), ma la regola è una sola se visitate Napoli: goditela

Napoli Sotterranea

Una delle esperienze più sorprendenti del mio viaggio. Entrare in Napoli Sotterranea è come varcare una soglia temporale: si scende di decine di metri sotto la città e si cammina attraverso cunicoli strettissimi, cisterne e gallerie che raccontano storie di epoche lontane. Il contrasto con la vivacità della superficie è fortissimo: sotto, il silenzio è quasi sacro. È incredibile pensare a quante vite si siano intrecciate lì sotto, tra rifugi antiaerei, acquedotti greco-romani e leggende di smarrimenti e apparizioni. Affidatevi completamente alla guida (che è obbligatoria nella visita) e non ne rimarrete delusi.

Consiglio: porta con te una giacca o un coprispalle, la differenza di temperatura è notevole!

Quartieri Spagnoli

Non c’è luogo che mi abbia fatto sentire così tanto “dentro” Napoli come i Quartieri Spagnoli. Qui la città è nuda, autentica, diretta. I panni stesi sono bandiere, i balconi teatri, le voci forti una lingua che ti entra nel petto. Camminare tra questi vicoli è un’immersione nella Napoli più popolare e affascinante. Tra murales di Maradona, altarini votivi e botteghe minuscole, ti senti parte di qualcosa di antico e vivo. E sì, qui sono stata presa per mano da un gruppo che ballava tarantella in onore della vittoria dello scudetto (sì, pure quello!). Non puoi dire di aver visto Napoli, se non ti sei perso almeno una volta nei Quartieri.

Piazza Plebiscito

Imponente, luminosa, scenografica. Piazza del Plebiscito è la piazza più grande di Napoli, ma anche una delle più iconiche d’Italia. Il suo nome deriva dal plebiscito del 1860, con cui il popolo napoletano votò a favore dell’annessione al Regno d’Italia. Ma la storia della piazza inizia prima: fu voluta da re Gioacchino Murat (il cognato di Napoleone) nei primi dell’Ottocento, con l’intento di costruire uno spazio degno di una capitale moderna. Dopo la caduta di Napoleone, però, il re Borbone Ferdinando I trasformò il progetto in un tributo alla monarchia restaurata e costruì la Basilica di San Francesco di Paola, ispirata al Pantheon di Roma, proprio al centro della piazza.

Oggi, circondata da palazzi storici e dominata dal Palazzo Reale da un lato e dalla basilica dall’altro, Piazza del Plebiscito è teatro di eventi, concerti, raduni e manifestazioni. Ma anche solo attraversarla al tramonto, con i suoi spazi enormi e il silenzio surreale che a volte la avvolge, è un’esperienza che resta impressa.

Museo Archeologico 

Anche se non siete fanatici di musei, qui ci dovete andare. Il Museo Archeologico Nazionale di Napoli è uno dei più importanti del mondo per l’arte classica. Statue gigantesche, affreschi pompeiani, mosaici ancora intatti, e una collezione egizia che mi ha lasciata a bocca aperta. È un luogo in cui si capisce davvero quanto la storia antica sia ancora viva, non solo nei libri, ma proprio nelle pietre e nei volti scolpiti che si incontrano tra le sale. Probabilmente, il museo più bello che abbia mai visto, ma essendo davvero molto grande occorre almeno mezza giornata per visitarlo tutto. 

Castel dell’Ovo e il Lungomare

Il mare a Napoli non è una comparsa, è il protagonista. Una passeggiata sul Lungomare Caracciolo, con Castel dell’Ovo sullo sfondo e il Vesuvio che sembra uscito da un quadro, è uno di quei momenti che ti si imprimono nel cuore. 

Ricordo quando mi sono seduta su uno scoglio, sfogliatella in mano e vento nei capelli. Ho respirato profondamente e mi sono detta: “Ecco, questo è il mio momento napoletano.” Intorno a me, barche che scorrevano lente, ragazzi che si tuffavano ridendo dagli scogli, pescatori pazienti, coppie abbracciate su muretti assolati. Tutto sembrava incredibilmente al suo posto, in un equilibrio spontaneo e perfetto, come solo Napoli sa creare.

Il Castel dell’Ovo è il castello più antico di Napoli, e il suo nome da solo è già una leggenda. Si trova su un isolotto collegato alla terraferma, il Borgo Marinari, ed è uno dei luoghi più fotografati della città grazie alla sua posizione spettacolare sul mare, con il Vesuvio sullo sfondo.

Ma perché “dell’Ovo”? La leggenda racconta che il poeta latino Virgilio, considerato nel Medioevo anche un potente mago, avrebbe nascosto un uovo magico nelle fondamenta del castello. Finché l’uovo restava intatto, Napoli sarebbe stata al sicuro da disgrazie e catastrofi. Da qui il nome misterioso e affascinante.

Storicamente, il castello risale all’epoca romana: fu costruito nel I secolo a.C. come villa fortificata del patrizio Lucullo, poi trasformata in fortezza dai Normanni nel XII secolo. Nel corso dei secoli ha avuto mille vite: residenza reale, carcere di stato, roccaforte militare. Oggi è un luogo aperto e gratuito, dove puoi camminare tra antiche mura, salire sulle terrazze e goderti una delle viste più belle del golfo.

Castel dell’Elmo

Se Castel dell’Ovo è poesia sul mare, Castel Sant’Elmo è potenza silenziosa sospesa nel cielo. Situato nel punto più alto del Vomero, questo castello a pianta stellare domina Napoli dall’alto, come un antico guardiano della città. Da qui, la vista è semplicemente mozzafiato: il Vesuvio si staglia all’orizzonte, il golfo si apre come una conchiglia, e i tetti di Napoli si intrecciano in un mosaico vivo e pulsante.

Oltre alla sua imponenza architettonica, Castel Sant’Elmo è oggi uno spazio aperto all’arte e alla cultura. Camminare sulle sue mura è come volare sopra la città, un’esperienza che mette tutto in prospettiva, letteralmente e metaforicamente. È il luogo perfetto per prendersi un momento di silenzio, per lasciar sedimentare tutto quello che Napoli ti ha dato: la confusione, la bellezza, la musica, il cuore. E, magari, per capire perché davvero si dice: “Vedi Napoli e poi muori”.

Vomero 

Prendete la funicolare e salite al Vomero: vi sembrerà di essere arrivati in un’altra città. Qui tutto è più ordinato, più residenziale, ma il motivo per cui val la pena salire è la vista. Dalla Certosa di San Martino o da Castel Sant’Elmo si gode uno dei panorami più belli d’Italia: la città ai vostri piedi, il golfo che abbraccia il mare, Capri in lontananza. Io sono rimasta lì a lungo, in silenzio, con il vento tra i capelli e il cuore pieno.

Cappella Sansevero e Cristo Velato

Ci sono opere d’arte che non si dimenticano. Il Cristo Velato è una di quelle. La Cappella Sansevero è uno scrigno misterioso, pieno di simboli e opere meravigliose, ma la scultura di Giuseppe Sanmartino ti lascia davvero senza parole. Il velo di marmo che copre il corpo di Cristo è talmente realistico da sembrare trasparente. Mi sono ritrovata a trattenere il fiato. L’arte qui diventa qualcosa di spirituale, quasi mistico. Non puoi perdertela.

Purtroppo, niente foto perché è vietatissimo fotografare.

Spaccanapoli

Spaccanapoli è una via sottile che taglia in due il centro storico. Camminare su questa strada è un viaggio tra chiese barocche, botteghe artigiane, street food irresistibile e facce che sembrano uscite da un film di Totò. Ogni metro è un cambiamento: sacro e profano, antico e moderno, bellezza e disordine, tutto si mescola. È il cuore vero della città, quello che pulsa giorno e notte. Se volete capire Napoli, partite da qui.

San Gregorio Armeno 

Una via unica al mondo, dove è Natale tutto l’anno. Le botteghe degli artigiani che realizzano presepi, statuine e scene in miniatura sono pura poesia popolare. Accanto a San Giuseppe, trovate Maradona, Totò, i politici, i cantanti. È un luogo dove il sacro e il quotidiano convivono in un equilibrio tutto partenopeo. Mi sono persa per almeno due ore tra i dettagli delle scenette e il profumo della pastiera che arrivava da una finestra. In una parola: meraviglia.

Info pratiche

Dove dormire 

Personalmente? Non consiglierei di alloggiare da nessun’altra parte se non nei Quartieri Spagnoli. Le case qui possono davvero sorprendere: la mia era all’ultimo piano (senza ascensore, ovviamente — ma fa parte del fascino!), spaziosa e con un terrazzo meraviglioso dove rinfrescarsi la sera dopo giornate piene e calde. Affacciava sulla piazza dove, all’epoca, si trovava la mitica Trattoria Nennella, quella dove si mangia ballando e cantando insieme ai camerieri. Un’esperienza che è già da sola un motivo per dormire qui. Non ho mai avuto problemi a dormire (ma forse anche perché, pure io, facevo le ore piccole…).

Se invece non sei fatto per la confusione, i clacson e il vociare napoletano quasi H24, allora ti consiglio il Vomero: zona collinare, elegante, con una bella vista sulla città e una movida più chic. Ovviamente i prezzi degli alloggi salgono un po’ (tanto).

Altri quartieri consigliati:

  • Chiaia: elegante, centrale, con boutique e locali raffinati. Ottima scelta per un soggiorno romantico o di relax.
  • Centro storico: perfetto per chi vuole essere vicino a tutto, ma attenzione: la sera può essere rumoroso, forse peggio dei Quartieri Spagnoli.
  • Toledo: zona strategica, tra shopping e Quartieri Spagnoli, comoda anche per muoversi con la metro.

Dove mangiare

Ma che te lo dico a fa’? OVUNQUE!

Seriamente: Napoli è uno di quei luoghi dove è difficile mangiare male. Dal cuoppo di frittura in strada alla pizza a portafoglio, passando per trattorie autentiche e pasticcerie da sogno. Un piccolo consiglio: chiedi ai napoletani e fidati di loro. Grazie a un suggerimento avuto per puro caso dal “pellicciaro” (così si faceva chiamare), ho mangiato la parmigiana più buona della mia vita: il posto era A Cucina Ra Casa Mia (Via Carlo de Cesare 14).

Prezzi (aggiornati a maggio 2023)

  • Il caffè resiste ancora a un euro
  • Cena: dai 15 ai 30 euro, se eviti i posti troppo turistici.
  • Musei e attrazioni principali:
    • Napoli Sotterranea: 15 €
    • Cappella Sansevero (Cristo Velato): 10 €, prenotazione obbligatoria
    • Museo Archeologico Nazionale: 15 €, gratuito la prima domenica del mese
    • Castel dell’Ovo: ingresso gratuito
    • Castel dell’Elmo: 2,50 – 13€, in base a orari di punto o visita guidate
    • Funicolare per Vomero: circa 1,30 € a tratta 

Consigli extra:

  • Prenota in anticipo musei e attrazioni, soprattutto la Cappella Sansevero e Napoli Sotterranea. I posti si esauriscono facilmente, specialmente nei weekend e in alta stagione.
  • Se puoi, evita l’auto: traffico e parcheggi rendono la guida un incubo. Meglio metro, piedi e un po’ di spirito di adattamento.
  • Porta scarpe comode: Napoli si vive camminando, su e giù per vicoli, scale e salite.
  • Lasciati spazio per l’imprevisto: a Napoli le cose più belle accadono per caso.

Dalla gallery

Lascia un commento